DAD | La Didattica a distanza per le scuole superiori e le università

Nell’ultimo anno abbiamo iniziato a conoscere molte nuove abitudini come l’uso della mascherina, la distanza sociale ma anche la DAD, ovvero la didattica a distanza, e lo smart working.

La didattica a distanza ha coinvolto tutte le categorie di insegnamento e di formazione; con il DPCM dell’ 11 Marzo 2020 la DAD è diventata obbligatoria per prevenire il contagio durante la pandemia di Covid 19. Tutte le scuole e le università sono state costrette a ideare metodi di insegnamento che non includessero lo spostamento degli alunni dalle loro case.
In tal senso applicazioni come Google Meet, Zoom, Skype sono diventate tra le più usate al pari dei social network come Instagram o Facebook.

Il ritorno alla didattica in presenza nelle scuole

È stato un tema di grande discussione nella sfera politica ed ha coinvolto il ministro dell’istruzione sia durante il governo Conte II che durante l’attuale governo Draghi. Il primo obiettivo era quello di tornare in presenza con l’inizio dell’anno scolastico 2020-21. Il calo di contagi che ha accompagnato il periodo estivo 2020 aveva infatti reso possibile questa prospettiva. A settembre 2020 si ripartiva, infatti, con la didattica in presenza con nuove disposizioni e nuove abitudini per gli studenti come:

  • banchi singoli
  • mascherine durante le lezioni
  • banchi con le ruote

Il ritorno definitivo alla didattica tradizionale divenne purtroppo solo un’illusione. Con l’arrivo della cosiddetta “seconda ondata”, al crescere dei contagi cresceva anche il numero di studenti tornati in DAD.

Cosa è cambiato nella DAD con il governo Draghi?

Con il governo Draghi si prospetta l’idea di un ritorno alla didattica tradizionale partendo dalle scuole di primo grado ma lasciando gran parte degli studenti in tele didattica, in particolare gli studenti delle scuole superiori e quelli che vivevano nelle cosiddette “zone rosse”.

In un discorso pronunciato il 16 aprile 2021 il presidente del consiglio Mario Draghi annuncia che dal 26 aprile 2021 le scuole, comprese le superiori, torneranno in presenza. Alcune regioni tuttavia, hanno rimesso nelle mani dei genitori degli studenti la scelta tra la didattica a distanza e la didattica tradizionale per una forma di insegnamento ibrida già sperimentata nei mesi precedenti.

Per quanto riguarda le università, hanno tutte usato la DAD nel periodo di lockdown totale e nelle zone rosse. Per le regioni in cui venivano adottate misure più morbide le università hanno da subito scelto una doppia modalità, facendo ampio utilizzo delle loro piattaforme e-learning e delle applicazioni sopracitate. Anche gli esami sono stati svolti da remoto, migliaia di studenti, infatti, hanno discusso la propria tesi di laurea attraverso lo schermo del computer.

Cosa ha aiutato gli studenti per seguire la didattica a distanza?

Per ogni studente è diventato fondamentale l’accesso ad un computer e ad una buona connessione wi-fi. Molti studenti hanno anche seguito le lezioni attraverso una smart TV, dotando il proprio PC di un dispositivo di “mirroring” o semplicemente collegandosi direttamente dal televisore. Oltre a questi strumenti “materiali”, come già detto, sono diventate indispensabili anche molte applicazioni o strumenti come Google Classroom o siti come Kahoot.

Un grande contributo alla DAD è dovuto alla decisione di Google di rendere gratuitamente accessibili i contenuti aggiuntivi di Meet, che ha rapidamente sostituito la sua precedente piattaforma Google Hangouts. Nella prima parte del 2020 circa 100 milioni di utenti hanno effettuato ogni giorno l’accesso alla piattaforma Google Meet. Questo si è rivelato funzionale sia per incontri lavorativi, che per la didattica a distanza nelle scuole e nelle università. Uno dei punti di forza di questo strumento è che le videochiamate possono comprendere fino a 100 partecipanti.

L’altra piattaforma, che ha garantito la didattica a distanza in Italia e nel mondo, è stata l’applicazione ideata da un ingegnere della Cisco System, chiamata Zoom. La app è usata non solo per la DAD, ma anche per riunioni e convegni che prevedono un maggior numero di partecipanti. Infatti Zoom può comprendere in una sola riunione fino a 1000 utenti.

Dopo oltre un anno in cui il mondo ha imparato a usare la DAD e lo smart working, si può dire che internet ha salvato l’insegnamento. È infatti impossobile immaginare una didattica a distanza in un periodo precedente alla nascita di internet e del world wide web.

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